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Pag.3: Londra vittoriana


Come la vide Rudyard Kipling

Come la vide Rudyard Kipling - William Christopher Boyd
RUDYARD KIPLING  (1865–1936), da "Ballate delle baracche e altre poesie",
a cura di Franco Buffoni. 
Oscar Poesia Mondadori 1997
 

LA VEDOVA DI WINDSOR
 
Hai  sentito della Vedova di Windsor
Con la sua maledetta corona d'oro in testa?
Ha le navi per gli oceani e i milioni per la casa,
Ma a noi ci paga come pezzenti. 
(Oh sì, come pezzenti!)
C'è il suo segno sui cavalli dei soldati,
C'è il suo marchio sui medicinali...
E le sue truppe, vedrai, hanno il vento a favore,
Che ci porta a fare le guerre.
(Poveri pezzenti! Tremende le guerre!)
Ma tu brinda alla Vedova di Windsor,
Alle sue scorte e ai suoi fucili,
Agli uomini e ai cavalli che fanno gli eserciti,
Le truppe dei figli di Vittoria.
(Pezzenti! I figli di Vittoria!)
 
Sta lontano dalla Vedova di Windsor
Che possiede metà del Creato:
Con la spada e la fiamma glielo abbiamo comprato,
E con le nostre ossa lo abbiamo salato.
(Pezzenti! E' azzurro delle nostre ossa!).
Giù le mani dai figli della Vedova!
(...)
 
(a pagina 55)
 
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Franco Buffoni, introduzione a "Ballate delle baracche e altre poesie". Bur, pagine 10 e 8
 
Uno scellino al giorno è la sua paga (...) e pretendono anche che mostri entusiasmo. Tommy pertanto diventa sarcastico (...); tuttavia combatte, obbedisce, finchè _ veterano _ viene congedato, e la prima cosa è la polmonite a Southampton con addosso solo la camicia di cotone indiano. Poi ha tutto il tempo per rimpiangere il cameratismo e la cieca obbedienza perchè il reinserimento sociale è arduo: in "Chant Pagan" Tommy viene persino inviato alla scuola parrocchiale e deve essere gentile con la padrona che lo manda a imbucare la lettera: lui che non ha avuto paura dei cobra.

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La tradizione era la vera guida: lo spirito di Balaclava, che aveva suggerito a un corrispondente di guerra di definire lo schieramento delle giubbe rosse "a thin red streak", "una sottile striscia rossa", trasformata dalla retorica tardo vittoriana in una "thin red line of heroes", "una sottile linea rossa di eroi". Kipling da un lato esalta la terminologia della tradizione, ma dall'altro riesce, facendo parlare direttamente i soldati, a demitizzarla.
 
 
 

...e con gli occhi di Dickens

...e con gli occhi di Dickens - William Christopher Boyd
Charles Dickens (1812-1870), "Le avventure di Oliver Twist"
Oscar Mondadori (Traduzione Bruno Oddera) 1987 (ristampa 2010)
 
Saffron Hill
(...) giunsero alla barriera di Islington. Da Angel Road passarono alla St John Road; seguirono poi la viuzza che termina davanti al Sadler's Wells Theatre; percorsero Exmouth Street e Coppice Row; attraversarono il cortiletto di lato all'ospizio, attraversarono la classica piazza che un tempo aveva avuto il nome di Hockley-in-the-Hole e di là passarono nella Little Saffron Hill; imboccarono quindi la Saffron Hill the Great (...). Pur essendo sufficientemente impegnato per non perdere di vista la sua guida, Oliver non poteva fare a meno di guardare a destra e a sinistra mentre camminava. E in vita sua non aveva mai visto un luogo più sudicio e miserabile. La viuzza era molto stretta e fangosa e odori nauseabondi impregnavano l'aria. Si vedevano numerose piccole botteghe, ma l'unica merce in vendita sembrava consistere in una infinità di bimbetti che, anche a quell'ora tarda della notte, uscivano dalle porte, o vi entravano, o strillavano all'interno. Soltanto le taverne sembravano prosperare tra tutta quella miseria; e in esse litigavano a più non posso irlandesi di infima condizione. Passaggi a volta, che si diramavano qua e là dalla viuzza, e cortiletti rivelavano catapecchie ove uomini e donne, tutti ubriachi,  sguazzavano letteralmente nella sporcizia; e da molte porte uscivano, guardinghi, individui dalla faccia patibolare che, stando a tutte le apparenze, si accingevano a imprese disoneste.
 
[capitolo 8, pagine 73 e 74]
 
Nota: i posti descritti si trovano a meno di un miglio in linea d'aria da Friday Street. Un quarto d'ora a piedi. E a un miglio (20 minuti a piedi) dal più periferico ma verde ed elegante quartiere di Pentonville dove viveva Mr Brownlow, il gentleman che accolse Oliver Twist ("a quiet shady street near Pentonville").
 
 
Holborn Hill
In prossimità del punto nel quale si incontrano Snow Hill e Holborn Hill, incomincia, sulla destra uscendo dalla City, uno stretto e lugubre vicolo che conduce a Saffron Hill. Nelle sue sudice botteghe sono esposti in vendita enormi mucchi di fazzoletti di seta di seconda mano, fazzoletti di ogni dimensione e con tutti i disegni possibili, poichè lì risiedono i mercanti che li acquistano dai borsaioli.Centinaia di questi fazzoletti pendono da appositi  ganci accanto alle vetrine o sono appesi agli stipiti delle porte; e si ammonticchiano, inoltre, sugli scaffali all'interno. Per quanto il Field Lane sia breve, esso vanta un barbiere, un caffè, una birreria e una friggitoria di pesce. E' una minuscola e autonoma colonia commerciale, è l'emporio dei piccoli furti, visitato, dalle piccole ore del mattino al crepuscolo, da mercanti taciturni chie esercitano i loro commerci in bui retrobottega e che poi scompaiono misteriosamente come sono apparsi. Lì espongono le loro mercanzie i robivecchi, i venditori di scarpe usate e gli striccivendoli; lì mucchi di ferrivecchi e di ossa, nonchè cataste di muffiti stracci di lana e di cotone arrugginiscono o marciscono in sudice cantine.
 
[capitolo 26, pagine 231 e 232] 
 
Nota: Holborn Hill si trova a ridosso della City, a una decina di minuti a piedi da Friday Street
 
 

Gli orfanatrofi di Charlotte Bronte

Gli orfanatrofi di Charlotte Bronte - William Christopher Boyd
CHARLOTTE BRONTE (1816-1855),  "Jane Eyre"
Ed. BUR 1951, traduzione Giuliana Pozzo Galeazzi. Titolo originale: "Jane Eyre, an autobiography"
 
 
 
ORFANATROFIO DI PUBBLICA CARITA'
 
Durante tutto gennaio, febbraio e parte del mese di marzo, la neve e, dopo il disgelo, le strade quasi impraticabili, ci impedivano di muoverci oltre i muri del giardino, eccetto che per recarci in chiesa; tuttavia, entro quei limiti, ci facevano passare ogni giorno un'ora alla aria aperta, e i nostri vestiti non erano abbastanza pesanti per proteggerci dal freddo intenso; inoltre, essendo sprovviste di stivali, la neve alta ci entrava nelle scarpe, e le mani, senza guanti, si coprivano di geloni non meno dei piedi. Ricordo ancora il tormentoso prurito che ciò mi causava ogni sera e il male che pativo al mattino, cercando di infilare nelle scarpe i piedi gonfi e infiammati. Inoltre il vitto insufficiente contribuiva ad accrescere i nostri patimenti: le porzioni che a Lowood si destinavano all'esigente appetito di ragazze adolescenti sarebbero bastate a malapena a tenere in vita un invalido.
 
(vol.I, capitolo VII, pagina 75)

 
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Il signor Brocklehurst si schiarì la voce.
_ Signore, _ disse, rivolgendosi alla sua famiglia, _ signorina Temple, maestre, alunne, vedete tutte questa bambina? (...) Vedete che è piccina e che il suo aspetto è ancora quello dell'infanzia; Iddio nella sua bontà le ha concesso le spoglie che concede a noi tutti. Nessuna deformità indica in lei un essere a parte. Chi crederebbe che lo spirito del male ha già trovato in lei una schiava ed un agente? (...) Devo avvertirvi che questa bambina è invece una piccola reproba; non un membro del vero gregge, ma un'intrusa e un'estranea. Dovete guardarvi da lei, dovete diffidare del suo esempio; se necessario evitare la sua compagnia, escluderla dai vostri giochi, respingerla dalle vostre conversazioni. Maestre, a voi spetta vigilarla; tenete d'occhio ogni suo movimento, soppesate le sue parole, indagate nelle sue azioni, punite il suo corpo per salvarne l'anima, ammesso che sia possibile, poichè (la mia lingua stenta a dirlo) questa fanciulla, questa bimba nata in terra cristiana, è peggiore di molti piccoli pagani che innalzano a Brahma le loro preghiere e si inginocchiano davanti a Juggernau...questa bimba è una bugiarda!
 
(vol.I, capitolo VII, pagine 82 e 83)
 

La regina Vittoria tra Darwin e Marx

La regina Vittoria tra Darwin e Marx - William Christopher Boyd
Affrontare ciò che furono per il mondo e per il Regno vittoriano i fasti del tripudio coloniale e anche l'addentrarci nel recinto dorato della corte e dell'aristocrazia sono compiti che esulano dallo scopo di questo sito. Così come abbiamo coscienza che le pur illustri testimonianze dei problemi sociali che travolsero Londra nel periodo successivo alla Rivoluzione industriale sono assolutamente riduttive rispetto alla realtà storica: per una conoscenza completa, consigliamo uno studio attento dell' XI volume di "Storia del mondo moderno" edito dalla Cambridge  University Press e per l'Italia da Garzanti. 
Ma se vogliamo introdurre la pagina successiva e capire il mondo in cui si muoveva Boyd, possiamo citare l'incipit del capitolo IV,  a pagina 114 della versione italiana. Scrive David Thompson (traduzione di Carlo Capra):
 "Un periodo che inizia con 'Das Kapital' (1867) di Karl Marx, 'The descent of man and selection in relation to sex' (
 ("L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto al sesso", 1871) di Charles Darwin, il 'Treatise on electricity and magnetism' ("L'elettricità e il magnetismo", 1873) di James Clark Maxwell e 'Die Geburt del Tragodie aus dem Geiste er Musik' ("Le origini della tragedia, ovvero ellenismo e pessimismo", 1872) di Friedrich Nietzsche non poteva essere povero di fermenti intellettuali. I due che più influirono sul pensiero politico sociale e religioso degli ultimi tre decenni dell'Ottocento furono Marx e Darwin: ma questo stesso influsso risentì in non piccola misura dei progressi della scienza e del pensiero sociale, della rapida evoluzione delle strutture politiche e sociali cui avevano dato impulso le scoperte scientifiche, lo sviluppo industriale e le nuove forme di organizzazione. Mai come in questo periodo la storia intellettuale è inseparabile dalla storia economica e politica, giacché mai come ora le conquiste della scienza si riflettono immediatamente sul pensiero e sull'azione". E fu certamente il progresso scientifico a condurre al più vistoso mutamento del tessuto sociale inglese: l'immigrazione interna causò lo svuotamento delle campagne e il confluire attorno alle città e nelle città. Cambiò quindi il modo di essere poveri. Ma cambiò anche il modo di essere borghesi.

La religione e il mondo che corre

Quella della religione è sempre una chiave di lettura affascinante per decifrare i tempi. E non tanto per le pur interessanti dispute teologiche, quanto per l'intrecciarsi con i confronti politici, le tensioni e anche le guerre. Il XIX secolo non fa eccezione, ma con una peculiarità che lo accomuna all'ultimo ventennio del secolo precedente: non è la religione ad assumere il ruolo trainante nell'evolversi degli eventi, ma ne subisce la forza. E più che mai in Inghilterra, dove  lo Stato controlla la Chiesa. Un secolo importante, il XIX,  proprio perché segna la discussione di questo "dogma", con la Chiesa d'Inghilterra sempre prevalente, ma non indiscussa.  Il dipanarsi delle dinamiche, che spesso si mescolano a quelle derivanti dalle spinte autonomiste (è il caso del calvinismo in Galles), è ben illustrato in "La storia religiosa della Gran Bretagna, XIX e XX secolo", edizioni Jaca Book. La vicenda del borghese Boyd investe un aspetto particolare delle diatribe religiose inglesi: la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo hanno visto imporsi nel regno il metodismo del pastore John Wesley (1703-1791) che, all'inizio, è costola della Chiesa anglicana e si differenzia da questa, e dai confratelli, molto lentamente e per piccoli gruppi attorno all'alba dell'Ottocento. Solo in Galles (1811) avviene una scissione traumatica per l'influenza esercitata dal calvinismo colà prevalente. L'atteggiamento delle Chiesa anglicana verso le diverse confessioni cristiane, del resto, è tradizionalmente tollerante: basti pensare che ben settemila monache e preti cattolici trovarono accoglienza nel regno di Vittoria negli anni della rivoluzione francese, godendo di sussidi statali e del permesso di fondare conventi.
Il dubbio se Boyd fosse anglicano o metodista, è quindi lo stesso dubbio che viveva una non inconsistente parte della borghesia inglese, certamente quella più attenta ai disagi sociali a margine del trionfo economico, dell'imperialismo coloniale e dello svilupparsi della scienza e della tecnica. Boyd era senz'altro anglicano, se guardiamo ai momenti salienti della sua vita: è stato battezzato e si è sposato in chiese anglicane, la cerimonia funebre è stata celebrata nella parrocchia anglicana di St Mary. Ma si è comportato da metodista iscrivendo il figlio nel collegio confessionale di Cambridge. E' persino possibile che gli eventuali dissapori con la moglie, se ci furono, fossero ispirati non solo da motivi economici, ma anche dall'educazione dei figli: tradizionalmente quella religiosa spettava alle donne.
Non si può, infine, non notare un'altra  coincidenza di date: negli anni Sessanta arriva a Londra The Salvation Army (con questo nome dal 1878), costola del metodismo, del "generale" William Booth e di sua moglie Catherine, con il suo apparato scenografico fatto di uniformi, gradi e bande, ma anche con la sua poderosa spinta evangelizzatrice e missionaria. E che Boyd non fosse insensibile alla beneficenza fattiva e agli orpelli dei suoi tempi, come vedremo, è fatto acclarato.

CHI SONO

CHI SONO - William Christopher Boyd

Paolo Berardengo, giornalista e scrittore, appassionato di viaggi e di numismatica. Vivo a Nettuno (Roma).

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

St Mary's parish church

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

The bishop's college

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

Public library

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

Temple Bar

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

The Old Temple Bar 1906

Un libro di Jay Guberman

Un libro di Jay Guberman - William Christopher Boyd

"A History of Interruptions"