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Pag.4: Boyd e il XIX sec.


Colonie e boom: gli zii Gaviller e i Wales

Colonie e boom: gli zii Gaviller e i Wales - William Christopher Boyd
Tra il 1850 e il 1873 l'Europa vide uno sviluppo economico senza precedenti e l'Inghilterra ne fu capofila per la sua indiscussa superiorità industriale, per lo sterminato impero coloniale e per la liberalizzazione degli scambi. Dagli anni 50 agli anni 70 del XIX secolo il valore del commercio mondiale quadruplicò e il Regno Unito seppe ben approfittare della situazione: nel 1880 possedeva il 40 per cento del tonnellaggio mercantile mondiale ed erano in ascesa inarrestabile gli investimenti all'estero. Corona e società ritenevano di promuovere  progresso e civiltà e legittimavano la politica imperialista incarnata da Disraeli. Vittoria divenne imperatrice delle Indie nel 1877.
In questo periodo di certezze William C. Boyd vive la propria gioventù e la sua attività ben si identifica con il momento. Gli affari di famiglia di offrono un tranquillo riparo economico: gli zii Gaviller sono proprietari di uno zuccherificio nell'East London e il padre, comproprietario del negozio di stoffe nella City, terrà stretti i rapporti con il ramo acquisito della famiglia muovendosi per il futuro matrimonio del pargolo con Fanny Wales, imparentata con il socio dei Gaviller nello zuccherificio (nel file il documento del censimento 1861 relativo alla famiglia originaria di Fanny). William Christopher lavora nell'impresa paterna, e coltiva una passione che lascia immaginare una grande quantità di tempo libero: colleziona farfalle, specializzandosi in  quelle inglesi, cioè reperibili sul territorio. Ma frequenta anche il porto fluviale di Londra e riempie così la casa di oggetti provenienti da terre lontane. Gli piace la Nuova Guinea, ma nelle carte d'imbarco dei porti inglesi non c'è traccia del suo nome. E' ipotizzabile, quindi, che le tensioni esotiche del giovane William si siano limitate alla ricerca di manufatti etnici che sono rimasti tra le cose dalle quali non si è mai separato..

Farfalle, tra benessere e turbamenti

Farfalle, tra benessere e turbamenti - William Christopher Boyd

La collezione di farfalle del giovane Boyd è figlia del momento storico e sociale in cui William vive. Nasce quasi in sordina, poi cresce vertiginosamente fino alla fine degli anni Ottanta. Boyd, ormai maturo, è alla ricerca di qualcosa che caratterizzi la sua vita, che lo faccia uscire dall'anonimato borghese. Nell'epoca delle scoperte scientifiche cerca lui stesso la sua scoperta. E crede di averla trovata: è un lepidottero che battezza "Goleopkora jyotentillse". Ma di questo lepidottero non c'è più traccia. E' citato nel necrologio tenuto in suo onore dal Presidente della società entomologica di Londra nel 1907, un anno dopo la sua morte. Ma della Goleopkora jyotentillse oggi non sa più nulla nessuno. Né i maggiori entomologi italiani, né il Natural History Museum di Londra che conserva i due libricini in cui Boyd catalogò la sua collezione. A precisa richiesta, questo scrive Dez Mendoza (Library and Information Services, Natural History Museum):


"Notebook 1 is dated WC Boyd, November 20th 1852. The accession register however, begins at July 15th 1859 through to Oct 1st [?] 1868
Notebook 2 begins Jan 25th 1869 through to Oct 1889. The location is consistently listed as Cheshunt Unfortunately I could not find any reference to Goleopkora jyotentillse in either of the notebooks.  I have tried searching our databases, but other than the mention of Goleopkora jyotentillse in Boyds obituary, there is no further information on this species".

E, sul numero delle farfalle catalogate:

"On the front of the notebook, Boyd has written: 1-2721 (notebook 1) and 2800-9995 (notebook 2) which seem to correspond with the numbers in the margin, however, I not on some occasions the number sequence jumps by 5 (e.g. 560  and next number 565).  Also, there is a gap between the end of the 1stat 2721 and the beginning of the 2nd at 2800 (this may correspond with the 1st notebook ending in October and the 2nd notebook not commencing until January the following year)"
 
Quindi, oltre novemila esemplari. Un numero incredibilmente alto. Ma nel 1889, Boyd cessa ogni attività: ha scoperto la numismatica. Compie il passaggio a 47 anni e nel momento in cui gli pare di non capire più il suo mondo. Che cosa è successo?

William non riconosce Londra. E se stesso.

William non riconosce Londra. E se stesso. - William Christopher Boyd

Gli anni del boom avevano fatto di Londra una metropoli e le scoperte scientifiche l'avevano progressivamente cambiata. Alla fine della prima metà del XIX secolo la rete fognaria era già diffusa, frutto questo della scoperta dei batteri e della consapevolezza della necessità di opere pubbliche per limitare le epidemie.  Ma è alla fine del secolo, siamo in piena Seconda rivoluzione industriale, che avvengono i cambiamenti più sconvolgenti: dagli Stati Uniti arriva la lampada a incandescenza (Edison, 1881) che porta l'illuminazione sia nelle pubbliche vie che nelle abitazioni. Con l'elettricità disponibile arrivano tante altre applicazioni destinate a cambiare la vita quotidiana: il fonografo, il cinema. Ma anche l'ascensore, che trasformerà il mercato immobiliare: diventeranno appetiti i piani alti delle case, e il secondo, il "piano nobile", perderà valore. Lentamente si fa strada il telefono. Si trasformano le macchine industriali. Sulle strade, a fine secolo, le auto si fanno via via più usuali e sui mari i battelli a elica soppiantano i velieri. E il contado cambia volto con l'invenzione, tutta inglese, della trebbiatrice. C'è nell'aria anche qualcosa che sconvolge Boyd: in pochi anni Londra come la vediamo in testa al capitolo nell'illustrazione di Gustav Dorè (1823) diventa un ricordo. In questo tumultuoso accavallarsi di eventi, cambia anche la collocazione economica dell'Impero di Vittoria. In Europa incalzano la Germania, che conquista la supremazia nel mercato dell'acciaio, con inevitabili conseguenze occupazionali e tensioni sociali, e  la Francia, forte della spinta dell'Esposizione Universale del 1889, quella della Torre Eiffel. Conquistano posizioni gli Stati Uniti. E proprio gli Usa, a fine secolo, dopo l'indipendenza di Cuba dalla Spagna, acquisiscono il monopolio del mercato saccarifero e questo intuibilmente crea problemi anche alla raffineria dei Gaviller. Ma, specialmente, era già cambiato l'assetto sociale, con la classe operaia sempre più consapevole e centrale nel dibattito politico: la Prima Internazionale, costituita  a Londra nel 1864 evidenziò contrasti tra le posizioni di Marx, favorevole alla lotta di classe e al partito politico,  quella di Proudhon, incline al mutualismo, quella anarchica insurrezionalista di Bakunin.
Anche la vita privata di William Christopher, intanto, aveva subito scossoni: la morte del padre (avvenuta il 3 febbraio 1880 nella sua casa di Cheshunt) lo aveva gravato della responsabilità dell'azienda; il matrimonio con Fanny Wales, celebrato a Waltham Cross, Herts il 9 agosto 1878 e la successiva nascita della primogenita Mary Grace lo avevano investito di ineludibili responsabilità familiari. Quasi possiamo vedere William Christopher Boyd andare in carrozza dalla sua casa di Cheshunt a Friday Street pieno di pensieri e spaventato dalla città che gli sfilava accanto.

I Drapers, un baluardo borghese

I Drapers, un baluardo borghese - William Christopher Boyd
L'arroccamento in capisaldi borghesi conosciuti dovette sembrare naturale a William C. Boyd maturo. Entrò nella Drapers Company (The Master and Wardens and Brethren and Sisters of the Guild or Fraternity of the Blessed Mary the Virgin of the Mystery of Drapers of the City of London),  scalandone i vertici fino a ricoprire la carica di Grande Maestro nel 1898. Un' istituzione prestigiosa e politicamente influente nata tra i tessili, che nella storia ha avuto nei suoi ranghi decine di sindaci di Londra e persino alcuni sovrani e che esiste tutt'oggi, votata all'istruzione e alla  beneficienza, ma che in quegli anni sottolineava una precisa funzione sociale della borghesia imprenditoriale. Essere membro, e addirittura dirigente, della Drapers Company consentiva a Boyd anche di frequentare un circolo esclusivo e sale stupende che ancor oggi meritano una visita, anche se bisogna tener presente che dai tempi di Boyd l'aspetto esterno dell'edificio è cambiato, dopo un profondo restauro negli anni Trenta del XX secolo:

http://www.thedrapers.co.uk/company.aspx

Gli anni cruciali: 1889-1890

Molto  cambiò nella vita di W.C.Boyd alla fine degli anni Ottanta del XIX secolo. Londra si trasformava e scompariva il mondo rassicurante a cui era abituato. Ma nell' '89-'90 non accadde nel Regno nulla di specifico che potesse sconvolgerlo. Certo i giornali erano pieni delle gesta di Jack lo Squartatore (Jack The Ripper) ma un ricco borghese metodista non poteva certo essere di più di tanto coinvolto da fatti che investivano quartieri e strati sociali tra i più degradati della città. Né le vicende mondiali uscivano dalla norma: alterne fortune nella guerra anglo-zulu in Africa, successi militari in Afghanistan. Insomma, niente di che. La svolta, oltre che nei cambiamenti socio-ambientali, va cercata, quindi, nella vita privata. E qui gli eventi non mancano: nel '78 aveva sposato Fanny Wales, un matrimonio acclaratamente combinato in famiglia, nell''80 nasce la primogenita Mary Grace. E muore il padre, Christopher Boyd, con William che assume le redini del negozio di Friday Street. Evento traumatico, questo, che William volge in positivo: dall'ammissione nella Drapers Company, al tratto orgoglioso con cui, nel censimento del 1881 denuncia la propria condizione come "Manchester Warehouseman", modificando quell' "Asst Warehouse" del 1871. Il "manchester" la dice lunga: è il termine tradizionale che identifica chi tratta manufatti pregiati di cotone. Il matrimonio e la nuova collocazione in azienda lo portano a stringere i rapporti con lo zio George Henry Gaviller, un personaggio marginale negli affari dei Gaviller nello zuccherificio, al punto che nel censimento del 1871 lui stesso, pur nato nel 1808, si definisce "pensionato raffineria zucchero" e risulta vivere con i nipoti Augustine (33 anni, commerciante con il West India) e William (33 anni, brocker) e con due domestici. Figura marginale nelle dinamiche familiari, quella di George Henry Gaviller, ma importantissima per William Christopher Boyd che all'alba degli anni Novanta si affaccia alla numismatica.

CHI SONO

CHI SONO - William Christopher Boyd

Paolo Berardengo, giornalista e scrittore, appassionato di viaggi e di numismatica. Vivo a Nettuno (Roma).

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

St Mary's parish church

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

The bishop's college

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

Public library

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

Temple Bar

Cheshunt, Herts: foto dei luoghi di Boyd - William Christopher Boyd

The Old Temple Bar 1906

Un libro di Jay Guberman

Un libro di Jay Guberman - William Christopher Boyd

"A History of Interruptions"

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